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'Le società contemporanee non fanno più perno sull’individuo razionale, padrone di sé e del mondo, che inscrive i soggetti sociali in progetti a lungo termine, decisi in nome dell’ideologia e della ragione astratta. Poggiano su micro-aggregazioni in cui il sé si perde nell’altro, si scioglie nelle differenti tribù di cui fa parte, gioca nel presente, hic et nunc, la sua ragione sensibile.' - sostiene Michel Maffesoli, l'iniziatore della sociologia del quotidiano - 'I media, le reti, sono già diventati il palcoscenico dove si esibiscono gli elementi arcaici che la modernità ha marginalizzato. Ci sono tribù religiose, musicali, sessuali, sportive, culturali, ecologiche e così via. Sono esse che occupano lo spazio pubblico. Rifiutare questa verità è puerile. È più saggio accompagnare questa mutazione.'

Il titolo di questa edizione di F.I.S.Co. non è pensato in chiave difensiva ma come creazione momentanea di micro-comunità segnate da differenze. Konrad Lorenz le chiama 'compagini gregali'. Il festival è il risultato di una ricerca curatoriale eventualmente più vicina a un'osservazione etologica, che antropologica. Guardando comportamenti, relazioni, ordini (e disordini), e come alcuni impulsi divergenti collidono, o evaporano, per dar luogo a strane invenzioni di mondi-scena, ma anche di mondi-vita: inquietanti o esilaranti, confortevoli o aggressivi. In fondo la questione è come si possano condividere gli spazi nell'accadimento dal vivo. A F.I.S.Co. il turista, il frequentatore di bar, il wrestler e l'uomo del paleolitico fanno parte della medesima tribu (senza accento). Un 'Vivere-Insieme', che Barthes legge come ritmo individuale nella socialità del branco, come solitudine interrotta in modo regolato.

Ovviamente queste intuizioni sono da rovesciarsi (o attingono da - perché il processo è di andata e ritorno) nelle opere stesse e nelle pratiche degli artisti invitati.

F.I.S.Co. 09 ospita non soltanto spettacoli ma esperienze polimorfe e cangianti dalla natura transdisciplinare, spazi fluttuanti in cui confluiscono danza, performance, visioni e osservazione critica. Otto progetti a cavallo tra animalità e umanità, branchi e colonie, barbarie e civiltà, che evocano il passato ma anche un possibile futuro.
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